IL PRIMATO DEL DISEGNO

Sedici disegni di Michelangelo dalla Casa Buonarroti

a cura di Pina Ragionieri

Firenze, Casa Buonarroti, 29 marzo – 30 aprile 2017- PROROGATA FINO AL 15 maggio 2017

 

In un passo famoso della Vita di Michelangelo Giorgio Vasari racconta che il grande artista, prima di morire a Roma nel 1564, volle bruciare «gran numero di disegni, schizzi e cartoni fatti da man sua, acciò nessuno vedessi le fatiche durate da lui et i modi di tentare l’ingegno suo, per non apparire se non perfetto». Per fortuna, non pochi disegni di Michelangelo erano rimasti a Firenze, e altri ne recuperò a Roma il nipote Leonardo; il quale tuttavia, per esaudire i desideri collezionistici di Cosimo I dei Medici, gliene donò un buon numero, intorno al 1566, consegnando per di più nelle stesse mani il capolavoro giovanile di Michelangelo, il prezioso rilievo in marmo con la Madonna della scala, e quanto si trovava ancora nello studio di via Mozza, che l’artista aveva lasciato trent’anni prima, all’atto del suo trasferimento da Firenze a Roma.
Quando, più di cinquanta anni dopo la morte di Michelangelo, il suo pronipote, Michelangelo Buonarroti il Giovane, allestì soprattutto in memoria del grande antenato una serie di sale nella casa di famiglia, la Madonna della scala e parte dei disegni donati ai Medici gli furono restituiti dal granduca Cosimo II. Negli stessi anni il pronipote andava recuperando a caro prezzo, anche sul mercato romano, altre carte autografe di Michelangelo. Gran parte dei disegni fu allora sistemata in volumi, ma i fogli che sembrarono di maggior bellezza furono incorniciati e appesi alle pareti delle nuove sale.
La raccolta della famiglia Buonarroti era a questo punto la più cospicua collezione 10-Adi disegni michelangioleschi del mondo; e tale rimane tuttora, con i suoi più che duecento pezzi, nonostante i gravi assalti subiti: impoverita, alla fine del Settecento, da una prima vendita che, ormai esule in Corsica, il rivoluzionario Filippo Buonarroti fece al pittore e collezionista francese Jean Baptiste Wicar, nell’ottobre del 1858 subì un’altra notevole riduzione, per i fogli venduti al British Museum dal cavalier Michelangelo Buonarroti.
A pochi mesi prima di questa vendita si colloca la morte di Cosimo Buonarroti, ultimo erede diretto della famiglia, e perciò proprietario anche della parte più consistente delle carte michelangiolesche, compresi i disegni, che lasciò per testamento al godimento pubblico, insieme al palazzo di Via Ghibellina e agli oggetti in esso contenuti. A partire dal 1859, nella Casa Buonarroti divenuta museo i preziosi disegni rimasero per lunghi anni esposti in cornici e bacheche: e bisognò giungere al 1960 perché potessero essere sottratti a una così irrazionale custodia. Ricoverati al Gabinetto Disegni e Stampe degli Uffizi e ivi restaurati, i disegni tornarono alla Casa Buonarroti solo nel 1975.

Buonarroti-71-FAttualmente, in osservanza della normativa vigente di conservazione, queste opere vengono presentate in piccoli nuclei, a rotazione, in una sala appositamente allestita al piano nobile del Museo.
La mostra, piccola ma preziosa, comprende alcuni tra i disegni più celebri della collezione buonarrotiana, dallo Studio per la testa della Madonna del Tondo Doni  al Nudo di schiena per la battaglia di Cascina, dal sublime cartonetto Madonna col Bambino all’incomparabile Studio per la testa della Leda, insieme a due eccezionali fogli contenenti progetti architettonici.

La mostra è organizzata nell’occasione delle Giornate del G7 della Cultura

(30 – 31 Marzo 2017)

 

 

 

informazioni

Casa Buonarroti, via Ghibellina, 70, Firenze, tel +39 055 241 752; fax + 39 055 241 698

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