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Eseguito
sul supporto ottenuto incollando uno accanto all'altro due fogli,
questo disegno è stato definito "cartone" o "cartonetto";
ma in nessun modo vi si può ritrovare la fase preparatoria
di una qualsivoglia opera a noi nota, di Michelangelo o di artista
a lui legato. E' invece illuminante pensare a questo pezzo, senza
confronti nel corpus dei disegni di Michelangelo, come alla meditazione,
continuamente ricorrente alla mente dell'artista, su una maternità
troppo dolorosa per riuscire a concludere il proprio rapporto d'amore
col figlio. Il più notevole pentimento di questo foglio rivela
non a caso che Michelangelo in un primo momento aveva disegnato il
volto della Madonna di profilo, con gli occhi rivolti in basso a guardare
il Bambino: reminiscenza di una tradizione di tenerezza madre-figlio
che l'artista, qui e tanto spesso altrove, non riesce ad accettare
dai suoi maestri, approdando invece a una drammatica assenza di dialogo.
L'immagine della madre che noi vediamo ha infatti positura ed espressione
del tutto scisse dal Bambino attaccato al suo seno, e uno sguardo
che si perde nel presagio di future sventure. Da un punto di vista
meramente psicologico e di contenuto, senza dubbio l'enigma di questo
sguardo è già intuito da Michelangelo adolescente, nella
Madonna della scala; ma l'idea si evolve anche stilisticamente nel
tempo, fino a trovare un suo vertice nella misteriosa Madonna della
Sagrestia Nuova, le cui innegabili assonanze con il nostro foglio
ne permettono la datazione qui accettata.
Numerosi pentimenti si osservano anche nel Bambino, la cui testa è
tratteggiata con un delicato uso del chiaroscuro che la rende simile
a quella della Madre; mentre il corpo, sbozzato e rifinito con effetti
di illusione pittorica, è del tutto privo di sacralità,
come condensa efficacemente Paola Barocchi quando parla del "risentito
plasticismo del putto".
La disparità espressiva e di resa tecnica delle due figure
rende senza dubbio problematica e non facile la lettura generale del
disegno; rimane tuttavia inspiegabile che anche a questa disparità
si sia ricorsi, da parte di pochi studiosi, della statura però
di un Berenson o di un Dussler, per negare la paternità michelangiolesca
dell'opera.
Già Michelangelo il Giovane riconobbe l'eccellenza del "cartonetto",
collocandolo nella Camera degli angioli, cioè nel centro, anche
spirituale, delle sale secentesche da lui allestite al piano nobile
della Casa. La fama del disegno toccò però il suo culmine
nel corso dell'Ottocento, e specialmente nell'occasione del centenario
michelangiolesco del 1875, quando la mostra dei disegni della Casa
Buonarroti rese nota la collezione anche all'estero. Risale probabilmente
a quegli anni un intervento scoperto nel corso di un recente restauro:
la parte superiore del foglio reca i segni di un taglio, fatto verosimilmente
per motivi di incorniciatura, che ha però asportato al centro
parte del velo della Madonna. |
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