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MATILDA DI CANOSSA la donna che mutò il corso della storia a cura di Michèle K. Spike

Firenze, Casa Buonarroti, 14 giugno – 10 ottobre 2016

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Matilda di Canossa e Anselmo d’Aosta in Anselmus Cantuarensis, Orationes sive meditationes metà del XII secolo Admont, Benediktinerstift, Stiftsbiblioothek, ms. 289

La mostra si propone di illustrare, nell’occasione della ricorrenza del nono centenario della morte di Matilda di Canossa (1046-1115), gli eventi straordinari della lunga vita di questa straordinaria figura di donna. Non a caso fa da sempre parte dell’immaginario collettivo la storica “Umiliazione di Canossa” (1077), quando l’imperatore Enrico IV restò in lunga attesa, inginocchiato e a piedi nudi nella neve sotto la residenza della “Grancontessa”, per implorare il perdono del papa Gregorio VII, alleato di Matilda.

Si tratta dell’unica manifestazione espositiva dedicata a Matilda nell’occasione del suo nono centenario, ed è significativo che si svolga a Firenze, città a lei molto cara, dove abitò dagli otto ai ventidue anni e dove nel 1078 fece costruire la “cerchia antica” delle mura fiorentine di dantesca memoria. Continua a essere suggestiva l’ipotesi, accettata solo da parte della critica, che la Matelda inserita nella Divina Commedia come guida del Poeta sia proprio la Contessa. Una preziosa copia trecentesca e l’edizione ottocentesca illustrata dal Doré del poema, presenti in mostra aperte alla pagina giusta, si riferiscono appunto a questa identificazione.

 

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Ascanio Condivi, Vita di Michelagnolo Buonarroti Antonio Blado Stampatore Camerale, Roma 1553 Firenze, Casa Buonarroti, Biblioteca, B.737.R

La fama di Matilda dovette contagiare anche Michelangelo: lo dimostra l’incipit della Vita di Michelagnolo Buonarroti di Ascanio Condivi, presente in mostra nella sua edizione originale del 1553: “Michelagnol Buonarroti, pittore e scultore singulare, ebbe l’origin sua da’ conti da Canossa, nobile e illustre famiglia del territorio di Reggio sì per virtù propria e antichità, sì per aver fatto parentado col sangue imperiale… donde ne nacque la contessa Matilda, donna di rara et singular prudenza et religione”. Questa discendenza è una leggenda, probabilmente familiare, alla quale Michelangelo volle sempre prestar fede, convincendo non pochi tra i suoi contemporanei, tra i quali non a caso il conte Alessandro di Canossa, che in una lettera a Michelangelo dell’ottobre 1520 poteva definire l’artista fin dall’indirizzo “parente honorando”.

 

 

 

 

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Bottega toscana, Croce astile metà del XII secolo Pistoia, Museo Diocesano

L’esposizione vuole anche dimostrare quanto Matilda sia ricordata ancor oggi, non solo negli amati luoghi canossiani, ma anche nelle città dove aveva donato fondi e terreni per la costruzione e il rinnovamento di quelle che sono passate alla storia come le “cento chiese”, tra cui Lucca, Mantova, Pisa, Volterra e Modena, quest’ultima con le famose sculture di Wiligelmo (visibili in mostra). Teologi, giuristi, clerici e almeno un poeta – il monaco Donizone, suo biografo – frequentarono la corte di Matilda, certamente la più importante nel suo vasto territorio che si estese dal Tirreno all’Adriatico, dal Mantova a nord fino al Tarquinia a sud.  A Canossa, Matilda creò un’officina di artigiani, scribi e miniatori. Lo testimoniano in mostra alcuni pregevoli esempi, tra i quali uno Psalterium Davidicum, databile 1090–1100, e le Orationes sive meditationes di Anselmo d’Aosta, contenenti un ritratto della Contessa. La vitalità della corte matildica è dimostrata tra l’altro dalla splendida Croce astile in oro, cristalli e gemme proveniente dal Museo Civico di Modena. Si potranno dunque ammirare circa quaranta tra capolavori dell’arte medioevale e documenti originali prestati da musei e istituzioni italiani e stranieri; antiche miniature contenute in manoscritti dell’epoca, ma anche opere più vicine ai nostri tempi, come il bozzetto per la tomba della Contessa in San Pietro, una deliziosa statuetta del Bernini raffigurante la nostra protagonista.

Placito emanato da Beatrice, contessa e duchessa 7 giugno 1072 Siena, Archivio di Stato

Placito emanato da Beatrice, contessa e duchessa
7 giugno 1072
Siena, Archivio di Stato

La mostra, a cura di Michèle K. Spike, e  organizzata in collaborazione con il Muscarelle Museum of Art of the College of William & Mary in Williamsburg, Virginia, è accompagnata da un catalogo bilingue (italiano-inglese), edito dal Centro Di, con testi di Pina Ragionieri, Alessandro Cecchi, Aaron De Groft, Taylor Reveley, Michèle K. Spike, Thomas J. McSweeney, Paolo Golinelli, Davison Douglas.

 

 

 

 

 

 

 

Psalterium Davidicum (noto come Salterio di Polirone) 1090-1100 Mantova, Biblioteca Comunale Teresiana

Psalterium Davidicum (noto come Salterio di Polirone)
1090-1100
Mantova, Biblioteca Comunale Teresiana

 

Firenze, Museo della Casa Buonarroti

Biglietto d’ingresso

€ 6.50 intero

€ 4.50 gruppi e scuole secondarie di secondo grado

€ 3.00 scuole primarie e secondarie di primo grado

 

Orario di apertura della mostra e del museo

10.00-17.00; chiuso il martedì

su prenotazione, aperture straordinarie fuori orario per gruppi

 

visite guidate

si possono prenotare visite guidate gratuite alla mostra per i visitatori muniti di biglietto (numero massimo 20), con inizio alle ore 12, in italiano nei giorni di giovedì 30 giugno, giovedì 28 luglio, giovedì 25 agosto, giovedì 29 settembre; in inglese nei giorni di giovedì 23 giugno, giovedì 21 luglio, giovedì 22 settembre; e in francese nei giorni di giovedì 7 luglio, giovedì 4 agosto, 6 ottobre.

 

ufficio stampa Fondazione Casa Buonarroti

Susanna Holm, Sigma C.S.C.

tel. + 39 055 2340742, susannaholm@cscsigma.it

 

informazioni

Casa Buonarroti, via Ghibellina, 70, Firenze, tel +39 055 241 752; fax + 39 055 241 698

fond@casabuonarroti.it    www.casabuonarroti.it

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