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Speculum Romanae Magnificentiae
Roma nell’incisione del Cinquecento

a cura di Stefano Corsi e Pina Ragionieri

Firenze, Casa Buonarroti, 23 ottobre 2004 – 2 maggio 2005


Come ogniuno, cortesissimi lettori, hà caro di conseguitare il fine, per il quale egli s’affatica, e fa quanto sà e quanto può; perciò simigliatamente io havendo fatto già longo tempo impresa di far stampare in servigio e piacere de virtuosi assai descrittioni, dissegni, e rittratti in carte spicciolate, e in libri intieri di diverse e notabili opere antiche, & moderne; mi son risoluto per colmo della commodità di chi se ne diletta, a raccorne e stamparne un breve stratto e indice”.

Così Antonio Lafréry, editore, incisore e mercante francese, intorno al 1573 presentava l’indice di ciò che poteva essere acquistato nella sua stamperia romana di via del Parione, nel momento di massimo successo della propria attività. Si trattava di un numero rilevante di pezzi, circa cinquecento, che andavano dalle incisioni con soggetti tratti dal Vecchio e Nuovo Testamento a quelle riproducenti edifici moderni, ritratti e medaglie, dalle stampe geografiche ai libri illustrati, con una netta predominanza, però, di fogli dedicati ai monumenti e alle statue di Roma antica. Viaggiatori, antiquari, collezionisti ed eruditi commissionavano alla stamperia al Parione raccolte di incisioni che diedero luogo a veri e propri volumi, diversi tra loro per quantità e soggetti dei pezzi inclusi, che cominciarono a diffondersi già dalla fine degli anni cinquanta e che, a partire dai primi anni settanta, assunsero il titolo di Speculum Romanae Magnificentiae.

Ogni esemplare dello Speculum si presenta come un’opera a sé, soprattutto per la varietà del soggetti e degli autori, con una costante però di un’alta qualità e della estrema piacevolezza e suggestione delle immagini. A disegni e ricostruzioni di architetture antiche minuziosi e particolareggiati, eseguiti con estremo rigore, se ne alternano altri elaborati e segnati dalla sensibilità dell’incisore; accanto ad opere riprodotte con evidenti scopi didascalici e per le quali si precisa luogo di ritrovamento e collezione di provenienza, se ne affiancano altre che risultano essere invenzioni moderne e vaghe reminiscenze dell’arte classica.

La Casa Buonarroti possiede un bellissimo esemplare dello Speculum, che in quest’occasione viene per la prima volta in larga misura presentato al pubblico. Nelle due sezioni della mostra, dedicate alla Roma antica e alla Roma del tempo di Michelangelo, il visitatore potrà trovare rispecchiati gli ideali di un Rinascimento ormai giunto alla sua estrema, splendida stagione, e un culto dell’antico che si fonde con lo spettacolare rinnovamento in atto a metà Cinquecento nella città eterna.

 

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