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A proposito del Crocifisso di Santo Spirito

Nel marzo del 1998 Pina Ragionieri incontro’ Padre Ilario Monti, Rettore della Basilica di Santo Spirito, e con lui parlo’ di un’annosa questione: il deposito presso il Museo della Casa Buonarroti del Crocifisso proveniente dal Convento di Santo Spirito e attribuito nel 1962 a Michelangelo da Margrit Lisner.
Direttrice della Casa Buonarroti da ormai quindici anni, per la prima volta la Ragionieri si trovava a diretto confronto con la realtà e col punto di vista di quei Padri agostiniani; e la loro certezza di essere stati privati di un bene prezioso, come ebbe a dirmi subito dopo, la commosse, e anche la convinse. Dovetti convenire che in tanti anni era davvero mancato un diretto contatto tra la Comunità di Santo Spirito e la Casa Buonarroti. Con ogni probabilità tale atteggiamento derivava dal ricordo di quanto era avvenuto negli anni immediatamente successivi al 1964, quando il concetto di “musealizzazione” dell’opera d’arte aveva trovato una delle sue attuazioni nella vicenda del Crocifisso di Santo Spirito. Sta di fatto che il 27 marzo 1998 dalla Casa Buonarroti partì una lettera diretta al Soprintendente Antonio Paolucci, nella quale si affermava che, nel pieno rispetto delle rispettive competenze, da parte nostra nessun ostacolo sarebbe stato posto contro il ritorno dell’opera al suo luogo di origine.
In anni ancora recenti, la politica da noi seguita è stata quella del recupero di quanto del patrimonio artistico e di memorie della Casa Buonarroti restava separato dal palazzo di Via Ghibellina. Gli esempi potrebbero essere molti, ma basterà citare qui il ritorno dei 169 volumi dell’Archivio Buonarroti da una quasi centenaria permanenza presso la Biblioteca Medicea Laurenziana, o l’allestimento nel nostro museo di una sala archeologica nella quale confluirono circa ottanta preziosi pezzi che dal 1882 giacevano in deposito presso il Museo Archeologico.
La restituzione del Crocifisso per noi vuol dire anche rientrare in questa logica. Siamo percio’ lieti di aver provocato l’avverarsi di un evento lungamente ambito dai Padri di Santo Spirito, e che ha trovato il consenso unanime non solo delle istituzioni fiorentine ma anche, ne sono convinto, dei nostri concittadini.

Prof. Luciano Berti
Già presidente della Fondazione Casa Buonarroti

(Da Il Crocifisso di Santo Spirito, Firenze 2000)

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