La biblioteca resterà chiusa dal 10 al 23 agosto 2009
La storia del patrimonio librario oggi di
proprietà della Fondazione Casa Buonarroti è lunga e complessa: e raccontarne le vicende vuol
dire anche tentare di scrivere una sorta di storia parallela a quella più nota della Casa Buonarroti e dei
suoi proprietari.
Come la Casa Buonarroti non può definirsi la casa di Michelangelo, così nella biblioteca della
Casa Buonarroti non si può evidentemente ritrovare quella biblioteca di Michelangelo il cui studio
è argomento di grande fascinazione, anche se ne sappiamo ancora tanto poco. Ma oggi la biblioteca non
è nemmeno più una biblioteca di famiglia. La ricostruzione della fisionomia secolare di questo
patrimonio librario ha portato ad avanzare ipotesi sulla biblioteca secentesca del letterato Michelangelo il Giovane,
ad indagare su quella dell'antiquario Filippo, che abitò la Casa nella prima metà del Settecento; a
rivisitare quanto resta dei libri di famiglia, a ricostruire ai suoi albori la biblioteca della Fondazione Casa Buonarroti,
fondato nel 1859 dall'ultimo granduca; a definire, infine, le tappe successive degli ampliamenti. In questa storia,
episodio senza dubbio rilevante è l'acquisizione da parte del Comune di Firenze, e il conseguente
affidamento in comodato alla Casa Buonarroti, quindici anni or sono, di un cospicuo settore (4157 titoli) della
biblioteca personale di Charles de Tolnay, direttore della Casa dal 1965 alla morte, avvenuta nel 1981: si
è giunti così, finalmente, a disporre di un fondo di bibliografia michelangiolesca tanto più
significativo in quanto raccolto negli anni da uno specialista. Ma non è certo trascurabile la presenza di
altre donazioni e di altri fondi: i circa centocinquanta pezzi provenienti dalla biblioteca dell'erudito Domenico Tordi
(1857-1933), quasi tutti opere di Vittoria Colonna; oppure le carte di Jacques Mesnil (1872-1940), lo studioso
innamorato di Firenze, che scriveva importanti saggi sull'arte del Quattrocento ma anche pamphlet rivoluzionari;
oppure ancora, i materiali preparatori e il manoscritto di un classico della bibliografia michelangiolesca, l'opera sui
ritratti dell'artista pubblicata da Ernst Steinmann nel 1913.
Attualmente, la Biblioteca consta di circa 11.000 volumi, 41 riviste, e circa 200 libri rari, tra cui 44 cinquecentine.
Inoltre, fanno parte della Biblioteca i preziosi 169 volumi dell'Archivio Buonarroti, la cui consultazione è
rigorosamente limitata agli specialisti. Nella Biblioteca della Casa Buonarroti è possibile consultare una
fototeca ordinata per autori, formata da oltre 10.000 pezzi, e dedicata prevalentemente all'opera di Michelangelo
ma anche agli artisti del Rinascimento italiano e fiammingo.
La biblioteca è aperta al pubblico dal 1986, con il seguente orario: dal lunedi al
venerdi, dalle ore 9 alle ore 13,30.
E' necessario prenotarsi, anche telefonando allo 055/241752.
E' consultabile la catalogazione informatica del Carteggio di Michelangelo il Giovane. Gli studenti possono
accedere alla Biblioteca dietro presentazione scritta dell'Istituto di appartenenza. |