Altre opere
 
Busto di Michelangelo
 
Alla morte di Michelangelo, nel 1564, Daniele da Volterra eseguì dalla maschera mortuaria un ritratto dell'artista, a cui l'aveva legato un'intensa amicizia. Quando, due anni dopo, Daniele morì, furono ritrovate nella sua bottega sei teste bronzee di Michelangelo. Due di esse, non ancora rinettate a dovere, erano destinate a Leonardo Buonarroti, nipote dell'artista.
Giunte a Firenze, di una di esse si persero ben presto le tracce, mentre l'altra fu provvista di un ricco panneggio, realizzato dal Giambologna. I1 coinvolgimento del grande scultore fiammingo portò a riferire a lui, nella Descrizione buonarrotiana, l'intera opera. Leonardo Buonarroti la presentò nel 1767, attribuita proprio al Giambologna, alla mostra nel chiostro della Santissima Annunziata, dove le principali famiglie fiorentine esposero i loro tesori. La famiglia Buonarroti vi portò anche due opere di Michelangelo, un "bassorilievo di marmo" e una "testa di femmina disegnata a lapis nero" (la Cleopatra ?), e la Testa di vecchio tradizionalmente attribuita a Guido Reni.
Il bronzo della Casa Buonarroti è considerato, sia per le vicende storiche sia per la qualità, uno degli esemplari maggiormente significativi del più celebre ritratto scultoreo di Michelangelo.
 
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