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Il dipinto
fu lasciato per testamento alla "Galleria Buonarroti" da
Rosina Vendramin, moglie dell'ultimo discendente diretto della famiglia,
Cosimo. Non si conosce il soggetto di questa scena amorosa, che in
passato è stata interpretata soprattutto come una morte di
Lucrezia, ma anche come una raffigurazione di Pompeo che sorregge
Cornelia svenuta. Questa lettura virtuosa contrasta però con
il dettaglio della mano dell'uomo che s'introduce sotto il seno della
donna.
Sono note numerose repliche di questa composizione, in collezioni
pubbliche e private: tra esse quella della Casa Buonarroti è
la più celebre, insieme a quella conservata nelle raccolte
reali inglesi.
Si è a lungo discusso sull'identità dell'autore di questa
fortunata invenzione: sono stati fatti i nomi di Giorgione, Sebastiano
del Piombo, Pordenone, Romanino, Paris Bordon, Cariani, ma il più
probabile sembra ancora Tiziano, a cui Rosina Vendramin per tradizione
familiare riferiva anche l'opera di sua proprietà. Per motivi
stilistici l'originale della composizione tizianesca è stato
datato intorno al 1512.
Nel 1980 Mauro Lucco ha attribuito a Paris Bordon l'esemplare della
Casa Buonarroti. |
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