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Lo stesso Filippo Buonarroti ricorda nel 1726 che questo importante
reperto etrusco, rinvenuto nei dintorni di Fiesole, era stato murato dai suoi "antenati" sulle pareti del
cortile della Casa Buonarroti, dove rimase fino al 1882, per passare poi al Museo Archeologico di Firenze, da cui
fece ritorno solo nel 1965.
Di forma rettangolare, con l'estremità superiore arrotondata, la stele contiene la raffigurazione del defunto,
un giovane guerriero in piedi, dalla lunga chioma, armato di una lancia e di una piccola ascia. Lungo il margine
destro è inciso il suo nome: Larth Ninie. I segni dietro la nuca sono accidentali e non devono interpretarsi
come iscrizioni. E' molto probabile che si tratti del monumento funerario di un capo aristocratico, rappresentato con
le insegne del suo rango.
La tipologia del monumento appare ispirata a modelli di ambito siro fenicio e anatolico, noti in Etruria grazie alla
mediazione di maestranze della Ionia microasiatica. D'altra parte anche lo stile mostra riflessi ionici, ravvisabili sia
nelle forme del rilievo, sia nella resa di alcuni particolari. La datazione proposta trova conferma nei caratteri
epigrafici dell'iscrizione, propri dell'Etruria settentrionale tirrenica negli anni attorno al 550 a.C. |
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