Fonti cinquecentesche documentano che questa tavola
era originariamente collocata come predella sotto l'Annunciazione di Donatello, nella Cappella Cavalcanti, nella
chiesa di Santa Croce a Firenze: essa infatti si incastra perfettamente tra le due mensole che sorreggono alla base
la scultura donatelliana.
Su un'unica asse orizzontale vengono raffigurate tre storie di san Nicola da Bari. La scelta del santo
può far supporre che committente del dipinto sia stato quello stesso Niccolò Cavalcanti che
aveva commissionato l'Annunciazione donatelliana.
Ma quest'ultima risale al principio degli anni trenta del Quattrocento, mentre la predella di Giovanni di Francesco
è stata datata intorno alla seconda metà degli anni cinquanta.
L'opera è da tempo riconosciuta momento paradigmatico della grande cultura prospettica
quattrocentesca: non solo il capolavoro dell'autore, ma anche "uno dei più bei numeri del
Quattrocento fiorentino", come si legge in un vecchio editoriale firmato da Roberto Longhi.